TORINO

la città bohémienne che non amava gli IMPRESSIONISTI

27 ottobre - 27 novembre 2020

TORINO. la città bohémienne che non amava gli IMPRESSIONISTI

Torino nelle vedute dei maestri della fotografia di fine ‘800
Capolavori dell’Impressionismo del pittore torinese Maggiò


Tra ‘800 e ‘900, in piena Belle Epoque, Torino era la città più “parigina” d’Italia. Le novità d’oltralpe trovavano subito terreno fertile nella città subalpina: la moda, il cinema dei fratelli Lumière, l’Art Nouveau (in Italia chiamata Liberty); Torino brulicava di Cafés-chantants e le soffitte ospitavano artisti bohémien. Tuttavia, nonostante la grande affinità di stile e di gusti che accomunava Torino e Parigi, l’arte dei pittori “impressionisti” non era apprezzata dalla critica torinese. Severissimi erano i commenti di Enrico Thovez su La Stampa a proposito de «L’arte di dipinger male» che imperava in Francia.

La mostra presenta le straordinarie vedute di Torino realizzate dai maestri della fotografia di fine ‘800 - Henry Le Lieure, Fratelli Alinari, Giacomo e Carlo Brogi - con alcune riproduzioni pittoriche dei capolavori di Monet, Cezanne, Renoir, Van Gogh, Modigliani e Chagall, dipinti dall’artista torinese Maggiò. Un accostamento tra due fenomeni dell’epoca - Fotografia e Impressionismo - entrambi innovativi seppur tra loro opposti, il cui obiettivo era rappresentare la società del tempo con linguaggi visivi moderni, coerenti con il fermento culturale che stava caratterizzando l’Europa di quegli anni.

dal 27 ottobre al 27 novembre 2020
dal martedì al sabato: ore 15-19
ingresso libero con prenotazione - solo sms 346.6247445

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